"O triste presságio de Suzaka, 2006". Triste aonde!? rs

Após ver que Alonso nos fez relembrar de Suzuka 2006, vi que o jornalista italiano Leo Turrini também quis contar como foram suas lembranças daquele dia tãão especial na Japão. Digo, especial não para ele e os tifosi, e sim para nós alonsistas! rsrs

Il presagio triste di Suzuka 2006

Mi è già capitato di narrare, in questa sede, la più felice esperienza vissuta in quel si Suzuka. Era il 2000 e accadde quanto in tanti aspettavamo dal remoto 1979. Non mi ripeterò.

Stavolta, invece, userò la memoria per parlare del viaggio meno felice a Suzuka. Era il 2006. Stava per concludersi una epopea. Purtroppo, senza lieto fine.

Eravamo arrivati in Giappone direttamente dalla Cina. A Shanghai forse il Vecchio Zio aveva offerto una straordinaria esibizione, tra le più grandi in carriera. Aveva battuto Alonso e lo aveva raggiunto nella classifica iridata, completando una rimonta che a inizio estate sembrava inimmaginabile.

Suzuka, per molte cose, è un posto affascinante.

A parte la pista, che è formidabile, l’ambiente esercita una suggestione speciale. C’è quella luce molto orientale, più tenue della nostra. Ci sono persone che si muovono come formiche, in una convulsione collettiva che ti rende molto simile, se vieni da fuori, ad un alieno.

Chi non ha visto il bel film ‘Lost in translation’, a proposito del rapporto tra giapponesi ed occidentali, capirebbe meglio ciò che tento di raccontare, vedendolo (il film).

Ma insomma.

Siamo a Suzuka nel 2006 e l’aria è intrisa di presagi.

In Renault erano avviliti. Alonso se l’era presa con Briatore e con Fisichella dopo la gara cinese, manifestando una fragilità caratteriale che (mio parere personale) sussiste ancora, vedi AbuDhabi 2010, giusto per ricorrere ad un esempio.

In Ferrari sapevano che non ci sarebbe stata un’altra opportunità.

Non per il Dream Team.

Schumi a Monza aveva annunciato l’addio. Ross Brawn si era garantito il famoso anno sabbatico per il 2007. La Scuderia stava per voltare pagina e ci stava pure.

Credo che Michael tenesse a quel titolo più dei sette precedenti. Perché era al passo d’addio e perché, nel suo spirito di agonista insuperabile, staccare la spina da campione del mondo era il massimo.

Stava andando tutto bene. Fernando poteva semplicemente difendersi e infatti, smaltita la menata dei pit stop, le posizioni erano chiare.

Primo il tedesco, secondo lo spagnolo.

Io contavo mentalmente i giri che ci separavano dal traguardo. In ogni caso, il verdetto non sarebbe stato definitivo, perché poi c’era ancora una gara in Brasile. Ma andare ad Interlagos in vantaggio significava tantissimo.

Poi, un filo di fumo. Come in un bel romanzo di Camilleri.

Ero talmente disabituato alla scena di un motore Ferrari scassato (credo che allo Zio non capitasse, in corsa, da cinque anni, o giù di lì!) che per un paio di minuti mi rifiutai di credere alla realtà.

Dovetti arrendermi sentendo le grida di esultanza dei colleghi spagnoli (giustificatissimi, ci mancherebbe) e di due colleghi italiani (meno giustificati,ma ogni botte dà il vino che ha).

Poi Michael tornò a piedi, andò a ringraziare gli uomini che per anni avevano lavorato con lui e per lui. Fu una scena sinceramente commovente, anche perché non era tenuto a farlo, non stava recitando a beneficio delle telecamere.

Era puro Schumacher.

La notte, nel ristorante del circuito, capitai a cena con il prode Baldo, allora braccio destro del MangiaBanane ai box.

Ci dicemmo che il destino era beffardo e che forse, in qualche maniera, la sorte aveva tolto alla Ferrari e al tedesco ciò che aveva elargito nel 2003 (quando, sinceramente, il mondiale doveva vincerlo qualcun altro).

Calava il sipario, un sipario giapponese, su una lunga parte delle nostre vite.

Credo fossimo entrambi consapevoli, a tavola, che il futuro sarebbe stato molto,molto, molto complicato.

E se togliamo il miracolo di Kimi del 2007, non è che ci siamo sbagliati.
(fonte:http://club.quotidiano.net/turrini/il_presagio_triste_di_suzuka2006)

A tradução googlesca aqui.

Pois é... O destino foi cruel! Muito mais cruel conosco, Alonso e seus fãs, do que com Schumi. Hoje quem tem que suportar este fardo chamado Ferrari, somos nós.

Mas pelo menos, o fardo ficou com quem merecia né Sr. Turrini !?!? E não com "puro" Shumacher ou com Kimi! rsrsrs

"Adoro" a "simpatia" deste Sr.!!!! hehehehe

Bjinhus, Tati

Comentários

amanda saraiva disse…
suzuka 2006 foi especial, emocionante e inesquecível!!!

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